venerdì 6 ottobre 2017

Aspettando Artissima: Ilaria Bonacossa da MiramART

In occasione della XIII Giornata del Contemporaneo / AMACI riprendono le attività dell’associazione MiramART di Santa Margherita Ligure. Si inizia alle 18 del 14 ottobre con un dialogo fra la neoeletta direttrice di Artisissma, Ilaria Bonacossa e il mio amico collezionista Giuseppe Iannaccone, accompagnati da Benedetta Spalletti, gallerista. Il tema è Artissima nel panorama del sistema dell’arte: un’ottima chance per avere qualche anticipazione sulla nostra fiera italiana preferita, che quest’anno attendo più che mai. 

Trovate tutte le info sul sito di AMACI

Il programma della giornata non finisce qui: dopo l’incontro aprirà la mostra Passengers di Luca Piola. L’artista presenterà alcune opere fotografiche tratte dalla sua ricerca sui musei internazionali, in cui indaga il rapporto tra l’uomo e questi “Spazi-Soglia” particolari. 


“Quando si entra in un museo - dice Luca Piola - si entra in un’altra realtà, in un’altra dimensione rispetto alla quotidianità della propria vita. Quando attraversi le porte del museo ogni cosa fuori diventa lontana, quasi scompare. Mi interessa cosa le persone sentono e percepiscono in questo spazio. Entrano in un museo ed è come se salissero su di un treno, diventando Passengers, passeggeri di un viaggio verso altri luoghi della mente. Li racconto in questo liquido fluire; raccolgo tracce di viaggi mentali in mezzo a brandelli di memorie”.


Non perdete questa occasione e non perdete i miei prossimi post perché l’infaticabile Iannaccone ha un’altra proposta per la Giornata del Contemporaneo

mercoledì 4 ottobre 2017

Jani Ruscica torna da Otto Zoo con una personale

Torna questa sera da Otto Zoo con una personale uno dei miei artisti preferiti, Jani Ruscica. La mostra si intitola M for Mauve e presenta una selezione di lavori recenti che si focalizzano sul tentativo di dare forma e rappresentazione al linguaggio. Ve ne ho parlato diverse volte nel blog, anche molto tempo fa

Una serie di tavolette di legno intagliate raffigurano lettere antropomorfizzate: M for Mauve, S for Sepia, U for Ultramarine. La figura umana che si piega per seguire la forma e il significato del segno, mette in scena una sorta di performance dove gli elementi classici si mescolano a quelli dei fumetti, l’antropomorfo all’astratto e il gioco si carica ulteriormente di simbolico. Da ogni tavoletta viene poi creata una stampa colorata.

In mostra ci sarà anche un video, Ring Tone, che ritrae una riproduzione CGI di una menura, un uccello capace di riprodurre qualsiasi suono generato in natura.

Con una serie di quattro fotografie, Mt Rushmore, Jani Ruscica porta all’estremo il mondo virtuale di Second Life, realizzando dei colori e delle forme, controllandone la luce e il tempo.

Non perdete l’inaugurazione perché verrà messa in scena una performance, dove un ballerino di tip tap danzerà al ritmo di alcune poesie, scelte e tradotte in alfabeto morse dall’artista. Una riflessione sul silenzio, sulla censura, sul nascosto, laddove i chiodi delle scarpe per il tip tap sono sostituiti da feltro e le poesie sono trasformate in battiti e suoni non parlati.


Tutte le info sul sito ufficiale di Otto Zoo

martedì 19 settembre 2017

Lucio Fontana mai visto all'Hangar Bicocca

Mi auguro che i puristi del contemporaneo non storceranno il naso sentendo il nome di Lucio Fontana accostato agli spazi dell’Hangar Bicocca, perché l’evento a cui assisteremo domani è davvero unico. 
Dopo anni di ricerche d’archivio, dovuti in gran parte agli studi di Marina Pugliese e alle competenze di Barbara Ferriani, sarà finalmente possibile conoscere il lato meno noto ma altrettanto importante della poetica dell’artista del Novecento che forse più di tutti ha regalato all’arte del suo tempo, ossia gli Ambienti

Il duo Pugliese-Ferriani, in collaborazione con la Fondazione Lucio Fontana, aveva già restituito due grandi opere al capoluogo lombardo con la ricostruzione del grande Neon del 1951 e del Soffitto spaziale del 1956 al Museo del Novecento, inaugurato ormai sette anni fa. Ora propone in una mostra temporanea che si preannuncia immersiva e travolgente dieci degli Environments prodotti nel secondo dopoguerra e poi andati distrutti, ricostruiti filologicamente per la prima volta dopo la scomparsa dell’artista.

Lucio Fontana, Struttura al neon per la IX Triennale di Milano, 1951. Tubo di cristallo con neon bianco.
© Fondazione Lucio Fontana, Milano

Gli Ambienti spaziali sono stanze e corridoi allestiti come labirinti con lampade di Wood, luci al neon o decorazioni fosforescenti che creano disorientamento percettivo e cognitivo al visitatore. Un’anticipazione teorica e pratica di quelle tendenze che si svilupparono poi negli anni Sessanta e Settanta, dall’Arte Povera, all’Arte Concettuale e alla Land Art.

Lucio Fontana, Ambiente spaziale con neon, 1967. Foto Stedelijk Museum Amsterdam.
© Fondazione Lucio Fontana Milano

Molti degli artisti che hanno esposto in Hangar Bicocca devono molto a Lucio Fontana, e non poteva esserci location migliore per permettere agli appassionati (e non) di vivere quella sperimentazione, come conferma lo stesso Vicente Todolì, co-curatore della mostra e direttore artistico dello spazio: “La ragione storica della mostra risiede nell’importanza degli “Ambienti”, un gruppo di lavori consistente e poco conosciuto, che, tuttavia, insieme ai Concetti spaziali, i cosiddetti “Buchi” e “Tagli”, rappresenta una rottura con le forme tradizionali della scultura e della pittura da parte di Fontana, anticipando le ricerche di artisti e movimenti della generazione successiva, dal Gruppo T a Yves Klein al Gruppo Zero. Esiste, inoltre, una ragione contemporanea: la ricerca sugli ‘Ambienti’ entra in dialogo con l’opera di molti artisti che hanno esposto in Pirelli HangarBicocca”.

La mostra inaugura il 20 settembre e scommetto sarà un evento unico al quale vi consiglio di non mancare. Una mostra da rivivere più volte fino al 25 febbraio 2018


Più informazioni sul sito ufficiale di Hangar Bicocca

venerdì 8 settembre 2017

Grande attesa per William Kentridge alle neonate OGR - Officine Grandi Riparazioni di Torino

Torino si conferma sempre più come una città creativa, dalle interessanti proposte culturali di livello internazionale. C’è grande attesa per la riapertura delle OGR, Officine Grandi Riparazioni, grazie al sostegno della Fondazione CRT. Si tratta di un imponente compendio immobiliare dell’Ottocento nato come officina per la riparazione dei treni. Il recupero di questa cattedrale della storia industriale di Torino va di pari passo con la sostenibilità ambientale, l’alto valore tecnologico, l’accessibilità, principi fondanti del nuovo progetto espositivo. 



Circa ventimila metri quadrati di superficie espositiva per 16 metri di altezza, lo spazio è l’ideale per progetti di arte contemporanea di ampio respiro, una fucina stimolante che fin dall’opening riserverà grandi sorprese. L’inaugurazione è prevista per il 30 settembre con lo svelamento di “The procession of reparationists”, l’installazione site specific di William Kentridge, fra i miei preferiti, come sapete. Oltre al lavoro dell’artista sudafricano sarà presente un’installazione cinetica su larga scala del collettivo United Visual Artists, che ha scelto di ispirarsi alla teorie di Joseph-Louis Lagrange. Nelle Sale Binari l’italiano Patrick Tuttofuoco con il nuovo lavoro “Tutto infinito”. 

Davvero da non perdere, trovate tutte le informazioni sul sito ufficiale.