giovedì 2 novembre 2017

Le novità e le certezze di Artissima 2017 a Torino

Oggi è il giorno di Artissima, guidata quest’anno per la prima volta da Ilaria Bonacossa. Riuscirà la nuova curatrice a far crescere ulteriormente la fiera torinese, confermandone il DNA avanguardista? Sulla carta pare di sì.
Le novità del 2017 si collocano prevalentemente nel solco del mondo digitale. Non mi riferisco solo alla nuova piattaforma digitale artissima.art, un vero e proprio catalogo online, la Bibbia per non perdersi niente in fiera ed extra fiera. Le novità sono anche la redazione live composta da blogger e riviste online che collaborano alla creazione di contenuti, e la social room, uno spazio dedicato a suggestioni digitali.  

Ma veniamo a quello che della fiera più ci interessa: le opere. Un’altra new entry voluta da Ilaria Bonacossa è la sezione Disegni, curata da Luís Silva e João Mourão, direttori della Kunsthalle Lissabon, che intende valorizzare il disegno contemporaneo come pratica artistica in grado di catturare l’immediatezza processuale e di pensiero del gesto creativo. Io amo molto i disegni e che credo avrà molte sorprese da riservare. L'immagine qui sotto, un'opera di Nicolás Robbio, credo sia particolamene esplicativa. 


Restano invariate le altre sezioni, ormai marchio di fabbrica di Artissima. Oltre alla Main Section ci saranno anche quest’anno: Dialogue, New Entries, lo spazio dedicato alle pubblicazioni d’arte, Back to the Future (per la riscoperta degli anni ’80) e Present Future.

Mi incuriosisce molto anche il progetto curatoriale della Bonacossa con Vittoria Martini, intitolato Deposito d’Arte Italiana Presente, richiamando l’omonimo format espositivo degli anni ’60 voluto da Gian Enzo Sperone. Non una citazione, non un omaggio, ma il tentativo altrettanto libero e sperimentale di presentazione dell’arte contemporanea. Una narrazione dell’arte italiana a cominciare dal 1994, anno di nascita di Artissima.

Da non sotto valutare anche i talk, il cui palinsesto sarà concentrato sul ruolo del collezionismo, grazie anche alle Walkie Talkies, una serie di brevi conversazioni tra coppie di curatori e collezionisti internazionali.

Insomma, un fiera che si preannuncia rinnovata e vitale, che io purtroppo sono costretto a perdermi. Faccio però il mio più grande in bocca al lupo a Ilaria Bonacossa e aspetto a questo punto i vostri commenti

martedì 24 ottobre 2017

Serena Vestrucci vince (meritatamente) il Premio Cairo 2017

Queste sono le notizie che mi entusiasmano: Serena Vestrucci, giovane artista milanese che seguo da qualche anno, ha vinto il Premio Cairo 2017.

Ho scoperto Serena ormai qualche anno fa grazie alla galleria Otto Zoo e sono molto felice del suo percorso di crescita, consacrato oggi dal premio istituito ormai 18 anni fa dell’editore Urbano Cairo e da un’idea di Nuccio Madera, ex direttore di Arte. La giuria è di tutto rispetto: presieduta da Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, è composta da Gabriella Belli, Bruno Corà, Claudia Dwek, Gianfranco Maraniello e Andrea Vilian.

L’opera di Serena Vestrucci che si è meritata il riconoscimento si intitola Trucco: una serie di strati di ombretto di diversi colori distesi sulla tela grezza (foto qui sotto). È stata terminata in due settimane, come specificato dalla didascalia. Un dettaglio non secondario, poiché lo scopo di Serena è quello di concentrarsi sul rapporto tra tempo e lavoro.



"Se l'attitudine dell'arte è anche l'artificio e il mostrarsi, e il suo rinnovamento avviene attraverso materiali e strumenti inusuali, l'opera Trucco, realizza efficacemente tale attitudine, trattando il quadro come la pelle di un corpo, facendo dell'opera non una rappresentazione, ma un'apparizione", ha motivato la giuria in occasione della premiazione.

Non è il primo successo per questa meritevole artista: già nel 2016 ha vinto il concorso di arte pubblica milanese Artline, disegnando i draghi delle fontanelle pubbliche (foto qui sotto), e subito dopo ha inaugurato una personale da Marsèlleria.


Grande lavoratrice, spero che la sua carriera continui sotto questa scia e, chissà, la porti a confrontarsi anche con istituzioni straniere. Sicuramente lo merita.

Se volete conoscere meglio l’opera di Serena Vestrucci potete dare un occhio al suo sito

venerdì 6 ottobre 2017

Aspettando Artissima: Ilaria Bonacossa da MiramART

In occasione della XIII Giornata del Contemporaneo / AMACI riprendono le attività dell’associazione MiramART di Santa Margherita Ligure. Si inizia alle 18 del 14 ottobre con un dialogo fra la neoeletta direttrice di Artisissma, Ilaria Bonacossa e il mio amico collezionista Giuseppe Iannaccone, accompagnati da Benedetta Spalletti, gallerista. Il tema è Artissima nel panorama del sistema dell’arte: un’ottima chance per avere qualche anticipazione sulla nostra fiera italiana preferita, che quest’anno attendo più che mai. 

Trovate tutte le info sul sito di AMACI

Il programma della giornata non finisce qui: dopo l’incontro aprirà la mostra Passengers di Luca Piola. L’artista presenterà alcune opere fotografiche tratte dalla sua ricerca sui musei internazionali, in cui indaga il rapporto tra l’uomo e questi “Spazi-Soglia” particolari. 


“Quando si entra in un museo - dice Luca Piola - si entra in un’altra realtà, in un’altra dimensione rispetto alla quotidianità della propria vita. Quando attraversi le porte del museo ogni cosa fuori diventa lontana, quasi scompare. Mi interessa cosa le persone sentono e percepiscono in questo spazio. Entrano in un museo ed è come se salissero su di un treno, diventando Passengers, passeggeri di un viaggio verso altri luoghi della mente. Li racconto in questo liquido fluire; raccolgo tracce di viaggi mentali in mezzo a brandelli di memorie”.


Non perdete questa occasione e non perdete i miei prossimi post perché l’infaticabile Iannaccone ha un’altra proposta per la Giornata del Contemporaneo

mercoledì 4 ottobre 2017

Jani Ruscica torna da Otto Zoo con una personale

Torna questa sera da Otto Zoo con una personale uno dei miei artisti preferiti, Jani Ruscica. La mostra si intitola M for Mauve e presenta una selezione di lavori recenti che si focalizzano sul tentativo di dare forma e rappresentazione al linguaggio. Ve ne ho parlato diverse volte nel blog, anche molto tempo fa

Una serie di tavolette di legno intagliate raffigurano lettere antropomorfizzate: M for Mauve, S for Sepia, U for Ultramarine. La figura umana che si piega per seguire la forma e il significato del segno, mette in scena una sorta di performance dove gli elementi classici si mescolano a quelli dei fumetti, l’antropomorfo all’astratto e il gioco si carica ulteriormente di simbolico. Da ogni tavoletta viene poi creata una stampa colorata.

In mostra ci sarà anche un video, Ring Tone, che ritrae una riproduzione CGI di una menura, un uccello capace di riprodurre qualsiasi suono generato in natura.

Con una serie di quattro fotografie, Mt Rushmore, Jani Ruscica porta all’estremo il mondo virtuale di Second Life, realizzando dei colori e delle forme, controllandone la luce e il tempo.

Non perdete l’inaugurazione perché verrà messa in scena una performance, dove un ballerino di tip tap danzerà al ritmo di alcune poesie, scelte e tradotte in alfabeto morse dall’artista. Una riflessione sul silenzio, sulla censura, sul nascosto, laddove i chiodi delle scarpe per il tip tap sono sostituiti da feltro e le poesie sono trasformate in battiti e suoni non parlati.


Tutte le info sul sito ufficiale di Otto Zoo