mercoledì 10 gennaio 2018

Collezionare e Conservare: se ne parla alla Pinacoteca Agnelli il 16 gennaio

Segnalo volentieri un incontro che si terrà alla Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli di Torino la prossima settimana e che riguarda i temi a me più cari: il collezionismo, ça va sans dir, e la conservazione delle opere

Quest’ultimo è un tema ancora troppo sottovalutato, in particolare nell’arte contemporanea, ma la mia esperienza mi ha insegnato che una cura costante può garantire vita (quasi) eterna a ciò che più amiamo.

A parlarne saranno due persone che mi stanno molto a cuore. Sul tema del collezionismo interverrà Giuseppe Iannaccone, di cui ho scritto spesso nel mio blog perché è una personalità vulcanica e generosa, che spesso condivide le sue opere in prestito per mostre e la cui raccolta storica è stata già oggetto di studio ed esposizioni. Del restauro parlerà invece Isabella Villafranca Soissons, mia insostituibile alleata per il restauro e la cura della collezione, ma anche per la movimentazione di installazioni complesse.



Isabella Villafranca Soissons ha una solida formazione ed esperienza nell’arte antica, cui segue una vera folgorazione per gli aspetti gli aspetti materici, tecnici e conservativi dell’arte contemporanea sviluppata in ambito anglosassone, grazie a una lunga esperienza come conservatore a New York e Londra. 

Fin dai timidi esordi della mia collezione è stata un prezioso supporto anche per le sfide più impensabili. La sua visione è all’avanguardia e la sua preparazione in continuo aggiornamento.


Per questo motivo vi consiglio di non perdere l’incontro, e la buona notizia è che si potrà seguire anche in diretta Facebook per chi non riuscisse a essere a Torino martedì 16 gennaio alle 18.30 alla Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli. 


mercoledì 15 novembre 2017

Match point: Asad Raza trasforma lo studio di architettura di CLS in una partita di tennis

Vi ho già parlato del progetto dello studio di architettura CLS, quella meraviglia che ha ridato vita alla chiesa sconsacrata di San Paolo Converso, ma la nuova mostra del progetto Converso ha davvero superato ogni aspettativa.

Si tratta di Untitled (plot for a dialogue) dell’artista Asad Raza, visitabile fino al 17 dicembre dal giovedì al sabato dalle 11.00 alle 19.00.

La chiesa cinquecentesca, che dal 1808 non ospita più funzioni religiose in seguito alle soppressioni napoleoniche, è stata trasformata da Raza in un campo da tennis. I visitatori sono invitati a partecipare attivamente giocando una partita.

foto via converso.online
L’artista, per cui il tennis è una vera e propria passione, intende farci riflettere sulla necessità di riappropriarci del tempo per il gioco e lo svago in una società imperniata sul lavoro.

I visitatori-giocatori interagiscono attraverso il medium della palla e la trama del campo da tennis. L’apprezzamento della mostra supera dunque il livello puramente visivo-estetico e insegna ad approcciarsi in senso meditativo attraverso il fluire dei palleggi tennistici

mercoledì 8 novembre 2017

Palazzo Archinto rivive grazie all'arte contemporanea

foto via artribune.com
Ha aperto circa tre settimane fa la mostra AndarXporte, una nuova iniziativa di rinascita dei luoghi storici di Milano per la quale dobbiamo ringraziare l’associazione ArtCityLab, che ha messo in atto un progetto ideato da ASP Golgi-Redaelli (il palazzo era la sede dell’azienda), sostenuto da Fondazione Cariplo e Fondazione AEM.

Io non ho ancora avuto modo di vederla, ma sono molto curioso di addentrarmi fra i cortili e le stanze dello storico Palazzo Archinto per scovare gli interventi artistici contemporanei e le nuove associazioni di idee con cui un folto gruppo di artisti si è cimentato per farne rivivere gli spazi.

Porta per porta, ogni sala propone un vero e proprio viaggio nei secoli, tra interventi contemporanei e il patrimonio preesistente del Palazzo, fra cui spiccano i ritratti dei benefattori milanesi.

Il legame con la città è molto forte, essendo fra gli obiettivi primari di ArtCityLab quello di lavorare a stretto contatto e sul territorio.

Fra gli artisti coinvolti ci sono: Matteo Basilè, Fabrizio Bellomo, Maurizio Cattelan, Marco
Cingolani, Carlo Dell’Acqua, Gabriele Di Matteo, Gianluca Di Pasquale, Franko B, Ettore Favini
Robert Gligorov, Diango Hernandez, Debora Hirsch, Claudia Losi, Eva Marisaldi, Vedova Mazzei, Pipilotti Rist, e molti altri.


La mostra dura fino al 1 dicembre

foto via artribune.com

giovedì 2 novembre 2017

Le novità e le certezze di Artissima 2017 a Torino

Oggi è il giorno di Artissima, guidata quest’anno per la prima volta da Ilaria Bonacossa. Riuscirà la nuova curatrice a far crescere ulteriormente la fiera torinese, confermandone il DNA avanguardista? Sulla carta pare di sì.
Le novità del 2017 si collocano prevalentemente nel solco del mondo digitale. Non mi riferisco solo alla nuova piattaforma digitale artissima.art, un vero e proprio catalogo online, la Bibbia per non perdersi niente in fiera ed extra fiera. Le novità sono anche la redazione live composta da blogger e riviste online che collaborano alla creazione di contenuti, e la social room, uno spazio dedicato a suggestioni digitali.  

Ma veniamo a quello che della fiera più ci interessa: le opere. Un’altra new entry voluta da Ilaria Bonacossa è la sezione Disegni, curata da Luís Silva e João Mourão, direttori della Kunsthalle Lissabon, che intende valorizzare il disegno contemporaneo come pratica artistica in grado di catturare l’immediatezza processuale e di pensiero del gesto creativo. Io amo molto i disegni e che credo avrà molte sorprese da riservare. L'immagine qui sotto, un'opera di Nicolás Robbio, credo sia particolamene esplicativa. 


Restano invariate le altre sezioni, ormai marchio di fabbrica di Artissima. Oltre alla Main Section ci saranno anche quest’anno: Dialogue, New Entries, lo spazio dedicato alle pubblicazioni d’arte, Back to the Future (per la riscoperta degli anni ’80) e Present Future.

Mi incuriosisce molto anche il progetto curatoriale della Bonacossa con Vittoria Martini, intitolato Deposito d’Arte Italiana Presente, richiamando l’omonimo format espositivo degli anni ’60 voluto da Gian Enzo Sperone. Non una citazione, non un omaggio, ma il tentativo altrettanto libero e sperimentale di presentazione dell’arte contemporanea. Una narrazione dell’arte italiana a cominciare dal 1994, anno di nascita di Artissima.

Da non sotto valutare anche i talk, il cui palinsesto sarà concentrato sul ruolo del collezionismo, grazie anche alle Walkie Talkies, una serie di brevi conversazioni tra coppie di curatori e collezionisti internazionali.

Insomma, un fiera che si preannuncia rinnovata e vitale, che io purtroppo sono costretto a perdermi. Faccio però il mio più grande in bocca al lupo a Ilaria Bonacossa e aspetto a questo punto i vostri commenti