lunedì 3 luglio 2017

Belle scoperte: la Cittadella degli Archivi a Milano

Ci sono luoghi a Milano ricchi di storia e memoria, ma che pochi di noi conoscono. Sono quei posti che non amano mettersi in luce, ma che segretamente custodiscono perle. Fortunatamente ci sono giovani che a quei luoghi hanno dedicato tempo ed energie, prendendosene cura.

Succede alla Cittadella degli Archivi di Milano, che da domani diventa Cittadella dell'Arte e inaugura un percorso che la vedrà protagonista anche l'anno prossimo. Succede grazie alla curatrice Rossella Farinotti e a Francesco Martelli, che ha creduto nel progetto.

In che cosa consiste? La prima fase prevede la riqualificazione degli spazi della Cittadella, che si trova in via Gregorovius, attraverso il lavoro di 8 giovani artisti che operano a Milano.


Irene Balia, Thomas Berra, Linda Carrara, Anna Caruso, Bruno Marrapodi, Isabella Nazzarri, Michael Rotondi e Giulio Zanet sono stati chiamati a intervenire rispettando gli ambienti e lasciandosi ispirare dalla storia di Milano custodita negli Archivi, aperti al pubblico già dal 2016. 

Dalla spedizione italiana sulla catena del Karakorum del 1929 alla donazione di Gian Galeazzo Visconti alla Veneranda Fabbrica del Duomo; dai registri della razza ebraica del 1938 al boom economico con l’Astro/grattacielo Pirelli da un disegno di Gio’ Ponti; dall’acquisto della Pietà Rondanini alla vendita della Linea Unica della continuità nello spazio di Boccioni da parte di F. T. Marinetti, e così via. 

La presentazione ufficiale del progetto sarà il 6 luglio dalle 18.30: non perdete un'occasione per conoscere meglio Milano e apprezzarne la creatività e la voglia di fare. 

Per saperne di più leggete il sito del Comune di Milano. 

martedì 27 giugno 2017

L'arte africana al PAC Milano

Chi mi conosce e mi legge da un po’ di tempo a questa parte sa bene quanto negli ultimi anni il mio interesse per l’arte africana contemporanea sia cresciuto. Sono davvero felice che anche Milano abbia finalmente riconosciuto questa realtà dedicandole una mostra istituzionale al PAC. 

Apre oggi e sarà visitabile fino all’11 settembre la mostra Africa. Raccontare un mondo. Dopo l’incredibile antologica dedicata a Santiago Sierra arriva dunque un altro colpo da maestro nell’esplorazione dei continenti extra europei e delle implicazioni politiche, economiche, religiose scaturite dalla storia recente.


Nel caso di Africa. Raccontare un mondo si tratta di una collettiva di 33 artisti appartenenti a diverse generazioni il cui lavoro si presta a una lettura quadripartita. Ci sono i protagonisti del Dopo Indipendenza, ossia maestri più anziani legati al proprio universo culturale, c’è chi predilige l’introspezione identitaria, c’è la generazione attiva e partecipe e poi le artiste donne (9 su 33) a cui poetica si esprime attraverso l’uso del corpo e le politiche della distanza. 

Come sempre al PAC, la programmazione delle visite e degli incontri è molto fitta, soprattutto per quanto riguarda le performance, vero fiore all’occhiello del nuovo corso dello spazio espositivo. 


Vi consiglio dunque di non perdervi mai le novità sul sito ufficiale del PAC Milano.

lunedì 5 giugno 2017

Una buona notizia: la tessera per i musei d'arte contemporanea


Che anche l’Italia finalmente abbia colto le potenzialità dell’arte contemporanea? Parrebbe di sì, e ci voglio credere, da quando ho letto che 26 musei aderiscono a Contemporaneamente Italia, la card che consente l’ingresso gratuito alle collezioni permanenti e alle mostre temporanee in tutto il Paese.

Le realtà coinvolte vanno dal MAXXI di Roma alla Fondazione Prada di Milano e Venezia, dal Castello di Rivoli al Mambo di Bologna, dal Madre di Napoli ai Musei Civici di Venezia, dal Museo Novecento di Firenze al Museo Riso di Palermo, alla faccia di chi dice che non ci sono sinergie sul contemporaneo. 


Il costo di Contemporaneamente Italia è di 30 euro, la validità è fino al 31 dicembre, sperando che l’esperimento funzioni e il progetto cresca, magari con iniziative speciali. 

Trovate più informazioni qui

venerdì 26 maggio 2017

Oltre la Biennale: Yuri Ancarani al Caffè Florian

Fra gli appuntamenti extra Biennale vi segnalo l’inedita video installazione di Yuri Ancarani nella storica Sala delle Stagioni del Caffè Florian. 

Il Caffè veneziano vanta una storia di quasi tre secoli e non è nuovo a incursioni artistiche di alto livello: in passato hanno esposto qui Mimmo Rotella, Gaetano Pesce, Arcangelo, Botto&Bruno, solo per citarne alcuni. 
foto dell'installazione via artribune.com

L’installazione di Ancarani si intitola RIO GRANDE. Postcards from the border e tratta un tema di grande attualità. Il confine di cui parla il titolo è quello fra Texas e Messico, di cui aspettiamo le evoluzioni (o involuzioni) post Trump. Ancarani racconta le contraddizioni di una terra difficile e inospitale, ma altrettanto affascinante e stimolante. 

Sono contento di sapere che Ancarani, dopo laver preso parte alla Biennale di Gioni, abbia proseguito con talento la sua carriera e sia approdato in questo luogo ricco di fascino. 


Da vedere entro il 10 settembre.