martedì 13 dicembre 2016

Da vedere prima di Natale: doppia personale da Otto Zoo

Fra le mostre milanesi da non perdere prima delle vacanze di Natale c’è la doppia personale inaugurata a metà novembre da Otto Zoo: in mostra Nikita Alexeev (Mosca, 1953), che espone per la prima volta in Italia ed Edwin Vlansenroot (Hulst, Olanda, 1953), che invece vive a Milano dal 1988.

Nasce un confronto non diretto ma stimolante fra i due artisti sui temi della metafisica degli oggetti e del senso estetico nell’arte.

Il concettualismo di Nikita Alexeev prende vita nell’area di influenza sovietica. Spesso accompagnati da brevi iscrizioni in cirillico e francese, i suoi disegni vogliono essere un punto di partenza per una rivelazione del presente che per ognuno diventi personale e diversa. La mostra "Images and Their Entities" da Otto Zoo, la prima in Italia, rappresenta per l’artista un omaggio a Umberto Eco, un maestro nell’interpretare e ironizzare i nessi e le relazioni tra i linguaggi diversi della nostra contemporaneità.

Edwin Vlassenroot porta in mostra la serie "Herbst" (“Autunno” in tedesco) che fa vibrare la sottile relazione tra i fiori della fantasia e il fiore della donna, schiuso nei suoi petali carnosi. "Sentience", titolo della personale, è anche il titolo di una delle opere dove, su sfondo etereo, si arrampicano i germogli di un mondo che forse va oltre il limite dei sensi.

Potete scoprire i due artisti da Otto Zoo, in via Vigevano 8, fino al 23 dicembre.

domenica 11 dicembre 2016

Ilaria Bonacossa alla guida di Artissima

Una delle notizie che mi ha reso felice in questo ponte di Sant’Ambrogio non è meneghina, ma arriva da Torino. Ilaria Bonacossa, già alla guida del Museo di Villa Croce di Genova, sarà la prossima direttrice di Artissima.

Così ha deciso lunedì sera la commissione di esperti selezionata dalla Fondazione Torino Musei, che da più di vent’anni gestisce la fiera più bella d’Italia. Nei prossimi giorni ci sarà la formalizzazione del contratto che avrà durata triennale, con possibilità di proroga. Io ho letto la notizia grazie a Marilena Pirrelli su Il Sole 24 Ore.

Perché questa notizia mi rende felice? Perché Ilaria Bonacossa da anni sta sperimentando nuove forme di collaborazione pubblico-privato che ai miei occhi sono l’unica salvezza per il circuito dell’arte italiana. Inoltre, i suoi 7 anni di esperienza alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e la recente carica a Genova dimostrano che c’è ancora spazio in Italia per far crescere i giovani talenti.

In bocca al lupo a Ilaria, dunque!

sabato 10 dicembre 2016

Le interviste ai grandi dell'arte contemporanea a Milano

Vi ricordate Giants in Milan? La collana di DVD curati da Pino Farinotti sulle grandi personalità milanesi, i cui due numeri dedicati all'arte contemporanea sono stati curati dalla critica d'arte Rossella Farinotti e dal regista Giacomo Favilla. Ve ne avevo parlato molto tempo fa.

Torno a scriverne perché questi due giovani attivissimi osservatori e attori dell'arte contemporanea, Rossella e Giacomo, hanno deciso con grande generosità di creare una piattaforma in cui rivedere tutte le interviste fatte e dove continueranno a caricarne di nuove visitabile al sito contemporaryartgiants.com.

Un'idea che trovo molto fresca, stimolante e soprattutto utile per chi voglia approcciarsi al multiforme mondo del contemporaneo milanese. Troverete sia gli spazi indipendenti sia le grandi realtà affermate. Proprio di una di queste voglio parlarvi oggi perché è da poco online l'intervista a Lia Rumma, istituzione dell'arte contemporanea italiana, ma dal respiro internazionale, mia grande amica e approdo sicuro quando voglio acquistare un'opera di qualità. La trovate qui, non perdetela!

Buona visione.

Sopra: una bellissima foto scattata a Lia Rumma da Antonio De Luca nel 1987


giovedì 17 novembre 2016

Padiglione Italia alla Biennale di Venezia 2017: Cecilia Alemani annuncia i nomi

Che sia davvero la volta buona? Man mano che leggiamo delinearsi il Padiglione Italia della prossima Biennale d’Arte sembra che tutte le speranze riposte nella curatrice Cecilia Alemani diventino realtà. 

Cecilia è giovane e ambiziosa e la sua selezione di artisti annunciata in questi giorni pare dimostrarne il carattere. Ecco i nomi che rappresenteranno il nostro paese a Venezia: Giorgio Andreotta Calò, Roberto Cuoghi e Adelita Husni-Bey

Solo tre artisti: già questa è una notizia perché siamo abituati al padiglione affastellato di opere e dozzine di nomi, talvolta con il tentativo di non scontentare nessuno ma con il risultato di deludere molti. Con questo numero ridotto Cecilia Alemani dimostra di volersi allineare alle scelte degli altri paesi. Allinearsi non in modo fine a se stesso, per sentirsi più internazionali, ma dimostrando finalmente di poter fare una scelta di qualità. Selezionare è difficile e rende impossibile rappresentare la totalità. Dimostra però determinazione e un progetto ben preciso in mente. Qualità vs quantità, una linea da seguire, una poetica da mettere in mostra con spazi, tempi e risorse adeguati. 

Così i tre selezionati, nati in Italia tra la metà degli anni 70 e gli 80, sono chiamati a dare il meglio di sé. Hanno una grande occasione, quella di rappresentare l’italia contemporanea. Ma anche una grane responsabilità: dimostrare che un nuovo corso per il nostro paese è possibile, che anche qui si possono formare e far crescere talenti. 


Finalmente con Cecilia Alemani si guarda avanti, rinunciando alle lenti del passato. 
Io sono fiducioso, e voi? 

sabato 12 novembre 2016

Monaldi e Tindar, due giovani talenti da Project B a Milano

In questi giorni a Palazzo Reale a Milano sono in mostra le opere dei finalisti del Premio Cairo, assegnato mercoledì sera a Paolo Bini. Vorrei parlarvi in particolare di due di loro, che da venerdì saranno ospiti della galleria Project B per una doppia personale: Davide Monaldi e Tindar

Cosa lega questi due giovani e talentuosi artisti italiani? Il disegno. 



Davide Monaldi ha iniziato il suo percorso disegnando, per poi scoprire che l’argilla è la sua vera passione. Le sue ceramiche esteticamente minimali raccontano microstorie del quotidiano, ma dal punto di vista tecnico raccontano di un processo abile legato alla tradizione dell’artigianalità. Vi ave o parlato di lui in occasione della sua mostra da Giuseppe Iannaccone, vi ricordate? Altrimenti potete leggere qui


Tindar è già noto ai frequentatori della galleria Project B. I suoi lavori nascono dalla serie delle Radici, disegnate a matita sulle pagine di antichi testi che raccontano dei fondamenti della civiltà. Seguono le Tracce: impronte lasciate sempre sulla carta, in un gesto ripetuto all’infinito. 


Vi invito a scoprire i due giovani artisti da venerdì 18 da Project B in via Maroncelli, trovate tutte le informazioni qui

lunedì 7 novembre 2016

Artissima 2016: la mia recensione

Torino questo weekend era luminosa e stupenda. Sono molto contento di essere riuscito a ritagliarmi il tempo sufficiente per visitare bene la mia fiera preferita, Artissima, con un salto anche a FlashBack. 

Artissima mi è sembrata molto in linea con le mie corde, con diversi lavori installativi e poca pittura,  un respiro davvero internazionale e diversi lavori degni di un museo.

Concordo con Artribune che ha eletto fra i migliori cinque stand quello di Massimo Minini. Lo so, ormai è storia. Proprio per questo Massimo potrebbe sedersi e raccogliere i frutti della sua carriera decennale, eppure è sempre fra i primi a proporre qualcosa di stimolante come l'accostamento fra un'opera anonima di tema religioso e i contemporaneissimi Sheila Hicks e Ariel Schlesinger (qui sotto, foto via Artribune). 



Sono molto contento per Gian Maria Tosatti che seguo da un po'. Si è aggiudicato il Premio Fondazione Ettore Fico grazie alla bellissima opera esposta allo stand di Lia Rumma (qui sotto). 


Sono diversi gli altri stand che ho apprezzato. Come sempre per le opere e non per gli artisti perché questa è la mia filosofia: guardare il lavoro un secondo solo e innamorarmene oppure dimenticarlo. 

Uno di questi è sicuramente APalazzo Gallery di Brescia , con l'imponente opera di Ann Iren Buan, che rivela tutta la sua fragilità solo una volta avvicinatisi, scoprendo che si tratta di carta dipinta con il gesso e incollata. Sono convinto che questa giovane artista norvegese farà strada (sotto una mia foto). 



Lo stand attiguo era quello di Caterina Tognon, che ben conosco e mi ha affascinato con un artista che da anni fa parte della mia collezione e trovo sempre magnifico: Francisco Tropa, con le sue lanterne (qui sotto una mia foto). 



Sono impazzito per il bassorilievo di Kiki Smith proposto da Raffaella Cortese, ma lo sapete bene che ho un debole per una delle artiste più poliedriche e determinate della nostra epoca. 

La galleria che mi ha fatto capitolare è però Primo Marella con l'artista cinese Li Wei e la sua opera provocatoria: un'installazione che ritrae un bambino apparentemente innocente ma che irrealtà nasconde dietro la schiena una bomba. Ce lo rivela solo lo specchio. Davvero suggestiva. 

Fra le gallerie giovani premio Doppelgaenger di Bari, di cui ho conosciuto qualche mese fa i fondatori, che hanno proposto una doppia personale di Domingo Milella (davvero notevole, sotto una sua fotografia) e Marta Roberti. Due italiani conosciuti più all'estero e di grande talento. 



FlashBack non è decisamente una fiera che mi rappresenta, essendo io affascinato prevalentemente dal contemporaneo, ma devo dire che è stato interessante buttarsi a capofitto nel mondo dell'antiquariato. Fra sculture lignee germaniche, Madonne e i de Chirico, le mie opere preferite erano quelle grafiche e bidimensionali provenienti dal Giappone






giovedì 3 novembre 2016

La vita di Louise Bourgeois al Teatro Franco Parenti

Oggi vi parlo di arte, ma non per consigliarvi una mostra. Vi invito al Teatro Franco Parenti, dove andrà in scena la vita d’artista di Louise Bourgeois. 98 anni e mezzo di difficoltà (le violenze subite, le guerre) e di grande arte. 

Le sculture di Louise Bourgeois sono state emblema dell’anticonvenzionalità e della tenacia femminile.  Lucide e folli allo stesso tempo, hanno raccontato quasi un secolo di turbamenti, inquietudini, ossessioni. Come quella per le forme falliche o per i monumentali ragni, simbolo della madre che insieme protegge e spaventa, o ancora per le minacciose ghigliottine che descrivono l’ambiente domestico. 


Questo e molto altro verrà raccontato dall'8 al 20 novembre sul palco del Teatro Franco Parenti da Margherita Di Rauso, diretta da Luca De Bei

Una bella occasione per conoscere nel profondo Louise Bougeois e per ricordarla così come lei stessa usava raccontarsi attraverso le sue opere. 


Tutte le info qui 

domenica 23 ottobre 2016

Una nuova mostra per FM Centro per l'Arte Contemporanea

Vi avevo parlato tempo fa dell’apertura di FM Centro per l'Arte Contemporanea, che si trova ai Frigoriferi milanesi, presso la sede di Open Care. 

Il 26 ottobre inaugura una nuova mostra dedicata all’arte dell’Est Europa dalla Guerra Fredda ad oggi: Non-Aligned modernity/Modernità non allineata. A onor del vero, la più ampia e completa mostra sul tema, per cui si deve ringraziare la collezione Marinko Sudak


Le opere della Collezione Marinko Sudac sono già state esposte in oltre 80 musei, tra cui, per citarne solo uno, la Tate Modern di Londra. 

Il percorso espositivo è articolato in dieci sale e ripercorre la scena artistica dell'Europa dell'Est dagli anni '50 alla caduta del Muro di Berlino con oltre 120 artisti e collettivi per un totale di oltre 700 opere d'arte, ma anche attraverso raccolte di documenti sugli spazi espositivi non ufficiali e sui vari eventi organizzati all’epoca.


Uno spazio di rilievo viene dedicato agli esperimenti filmici di Antun Motika, ai video sperimentali di Aleksandar Srnec, ai film di OHO Group, e alle opere di Group of Six Artists di Zagabria.

Un’altra sezione propone la variegata documentazione degli spazi espositivi non ufficiali, come le gallerie indipendenti Polacche NETe Akumulatory 2, PERMAFO; la galleria espositiva di Zagabria At the Moment; First Open Studio di Bratislava e Balatonboglár in Ungheria.

Sempre il 26 ottobre all’interno del Centro verranno inaugurate altre due mostre: Michele Zaza. Opere/ Works 1970-2016, promossa dalla Galleria Giorgio Persano e curata da Elena Re, e Ugo La Pietra. I Gradi di libertà, presso Laura Bulian Gallery.

Io ci andrò! 

Tutte le info qui: 
presso FM Centro per l'Arte Contemporanea

27.10.2016 - 23.12.2016

venerdì 14 ottobre 2016

Per la giornata del contemporaneo il PAC propone Armin Linke

Torna anche quest’anno la giornata dedicata al contemporaneo (ah, ce ne fossero di più!) e il PAC propone una mostra-riflessione sull’archivio di Armin Linke, fotografo e film maker milanese ormai stabile a Berlino. 



Non è una semplice mostra-omaggio perché la selezione di immagini è stata effettuata da un gruppo curatoriale che propone un'interessante lettura della società contemporanea attraverso gli scatti di Linke


L’esposizione consiste infatti in più di centosettanta immagini fotografiche accompagnate da testi e audio, selezionate tra le oltre ventimila fotografie che compongono l’archivio Armin Linke. Da più di vent’anni l’artista viaggia per il mondo con l’intento di fotografare gli effetti della trasformazione globale delle infrastrutture e l’interconnessione della società postindustriale attraverso l’informazione digitale e le tecnologie della comunicazione. La sua opera può essere considerata un giornale di bordo dei profondi cambiamenti economici, ambientali e tecnologici che modellano il nostro mondo.

Ecco le info sulla mostra:

ARMIN LINKE. L'apparenza di ciò che non si vede

16 Ottobre 2016 - 06 Gennaio 2017
opening 15 ottobre in occasione della 12a Giornata del contemporaneo  18.00 - 24.00

a cura di Ilaria Bonacossa e Philipp Ziegler

sito ufficiale qui 

mercoledì 12 ottobre 2016

"La fine del mondo" per il nuovo inizio del Centro Pecci di Prato

Ebbene sì, finalmente si può dire che manca pochissimo alla riapertura di una vera istituzione per l'arte contemporanea italiana: il Centro Luigi Pecci di Prato riapre al pubblico dopo anni di chiusura, dislocamento, lavori di ristrutturazione.

Il progetto di riqualificazione dell’edificio originario di Italo Gamberini sfociato nell’avveniristico ampliamento a forma di navicella spaziale pensato da Maurice Nio è concluso e aprirà le porte il 16 ottobre. Per l’occasione il direttore Fabio Cavallucci, insieme a un folto team curatoriale, propone la mostra "La Fine del Mondo"


50 artisti internazionali sono stati chiamati a raccontare la contemporaneità come osservandola da lontano nello spazio e nel tempo, per costruire una mostra che si prospetta sensazionale e che coprirà l’intera superficie espositiva del museo, oltre 3000 metri quadrati



Ciò che più mi incuriosisce è il dialogo che spero si potrà creare fra opere appartenenti a linguaggi distanti fra loro in uno spazio del tutto inedito che dimostra il coraggio di questa istituzione, l'unica (fra quelle pubbliche) ad aver avuto il coraggio di rinnovarsi negli ultimi dieci anni in Italia. 

In bocca al lupo al Centro Luigi Pecci di Prato. Spero di visitarlo presto, fatemi sapere che ne pensate! 


foto via centropecci.it e artribune.it 

domenica 9 ottobre 2016

Il libro "In Opera" sul restauro contemporaneo presentato a Napoli (e ci sono anch'io!)

Oggi vi parlo eccezionalmente di un evento che mi vede coinvolto in prima linea. Sì, perché il fortunato tour di presentazione del libro "In Opera" curato dalla mia insostituibile amica ed eccezionale restauratrice Isabella Villafranca Soissons continua e toccherà Napoli proprio questo giovedì 13 ottobre.

Cosa c'entro io? Vi ricorderete forse che la prima presentazione ufficiale del libro fu ormai più di un anno fa a Venezia in occasione dell'opening della Biennale, c'era anche il mio amico Giuseppe Iannaccone. Non ho potuto resistere all'invito di Isabella Villafranca a ripetere l'esperienza, così giovedì 13 alle 18.30 presso Made In Cloister a Napoli racconterò qualche aneddoto sulla mia collezione e sui miracolosi interventi della squadra di restauro di Open Care su alcune mie opere.


Chi fosse a Napoli è il benvenuto, chi invece non potrà esserci non perda l'occasione di leggere "In Opera" perché il tema del restauro dell'arte contemporanea è sempre più intrigante grazie (o a causa di) materiali sempre più sperimentali. Isabella ha saputo renderlo interessante anche per i non addetti ai lavori attraverso la forma dell'intervista ad alcuni protagonisti del contemporaneo a vario titolo (collezionisti,  artisti, curatori ecc.).

Ecco le info essenziali sul libro:

In opera. Conservare e restaurare l'arte contemporanea
a cura di Isabella Villafranca Soissons, Marsilio Editori: www.marsilioeditori.it

E qui quelle sull'incontro di Napoli

Giovedì 13 ottobre 2016 alle ore 18.30
presso Made in Cloister
Piazza Enrico de Nicola 46, Napoli 
  


Siete tutti invitati, vi aspetto! 

mercoledì 21 settembre 2016

Project B compie dieci anni e chiama a raccolta i suoi migliori artisti

Tanti auguri a Project B, una delle gallerie a cui sono più legato e dove ho acquistato alcuni dei pezzi “storici” della mia collezione. Il fondatore Emanuele Bonomi ha scelto di festeggiare i primi dieci anni di attività con una collettiva davvero eccezionale che racchiude le opere attuali dei suoi migliori artisti.

Aprono le danze quelli che un tempo furono gli Young British Artist e ora, un po’ men young, sono affermatissimi campioni del mercato mondiale. Jake & Dinos Chapman, Marc Quinn e Keith Tyson, chiamati a ricordare i primissimi anni della galleria. 

Project B è anche un’occasione per conoscere nuove generazioni di artisti, grazie al fiuto e alla determinazione di Carlotta Loverini, da sempre al fianco di Bonomi. L’occasione è interessante anche per conoscere qualche nuovo nome che sarà protagonista della programmazione l’anno prossimo. 


Andiamo allora tutti a festeggiare i dieci anni di Project B mercoledì 28 settembre dalle 19 in via Maroncelli 7. 

martedì 20 settembre 2016

Torna l'asta benefica per Il Volo, sempre al PAC lunedì 3 ottobre

Ormai mi conoscete da un po': comprare arte per me significa spesso sostenere una causa. Che siano la storia di un artista, le vicende di una galleria o un'associazione che si mette in gioco per auto finanziarsi, mi piace sapere di dare anche un piccolissimo contributo. Così anche quest'anno sostengo l'operato de Il Volo, un'associazione di cui vi parlo ormai dagli esordi del mio blog.

Lo scorso anno per la prima volta l'asta è sbarcata nella prestigiosissima sede del PAC, con un successo inaspettato dovuto anche alla vostra preziosa collaborazione. La sera del 3 ottobre si replica, grazie alla disponibilità rinnovata dal museo, ed eccomi dunque a chiedere un piccolo aiuto.

Mi piacerebbe partecipaste numerosi alla serata, sia per conoscere l'impegno e la serietà di questa associazione dedicata ai ragazzi con disturbi borderline, sia per ripagare l'immenso lavoro compiuto dal team che da anni segue il mio amico Paolo Colonna in questa impresa.

Allora, che aspettate? Consultate qui il catalogo delle opere che andranno all'asta e cominciate a pensare a cosa vi piacerebbe, c'è l'imbarazzo della scelta! Come sempre saranno acquistabili anche le opere dei ragazzi realizzate durante i laboratori di arte terapia.

Non mancate, questa occasione è davvero importante! Conto su di voi.

Ci vediamo là!


sabato 17 settembre 2016

Le Pinksummer volano da Genova a Roma per un progetto speciale

Oggi vi parlo della galleria Pinksummer di Genova per la prima volta nel mio blog, ma sono davvero contento per la notizia della nuova apertura romana. Il progetto sembra davvero interessante: uno spazio in Via del Vantaggio, vicino a Piazza del Popolo, dove da sempre si respira arte. Destinato a galleria fin dagli anni Settanta, con mostre della Scuola di Via Cavour che sarebbe piaciute al mio amico Giuseppe Iannaccone, dopo qualche tempo di inattività torna a funzionare ospitando le determinatissime Antonella Berruti e Francesca Pennone.


Due genovesi prestate alla Capitale, che iniziano con una certezza: la personale di Tomás Saraceno aprirà il 10 ottobre. Il richiestissimo artista argentino mancava da Roma dai tempi della mostra al Macro nel 2011 e, ci tengo a sottolinearlo, torna anche grazie a due collezionisti. Il trasloco temporaneo di Pinksummer si deve infatti a Ilaria Bozzi Ferri e Flavio Ferri, promotori del progetto Gate. Un programma di residenza per gallerie, invitate a spostarsi per elaborare progetti di artisti che non lavorano solitamente con i colleghi romani. Un'ottima idea. 

Ovviamente lo spazio genovese, nella splendida sede di Palazzo Ducale, non ha niente da invidiare a Roma (sopra la foto dell'installazione di Saraceno nel 2014). Se volete essere sempre aggiornati visitate il sito ufficiale


In bocca al lupo alle Pinskummer per questo esordio! 

lunedì 5 settembre 2016

Polvere di Stelle: al via la seconda edizione sulla ceramica contemporanea

Sono felice di raccontarvi della seconda edizione di Polvere di Stelle, un titolo magico che cela un'iniziativa cui sono molto legato, curata da Chiara Bertola con Christiana Fissore al Museo della Ceramica di Mondovì. Vi ricordate quando scrissi della prima edizione?

La rassegna biennale è dedicata allo sguardo dei contemporanei sul mondo della ceramica quest'anno i nomi in campo sono di tutto rispetto: Carla Accardi, Elisabetta Di Maggio, Hilario Isola, Franco Vimercati, Ai Weiwei. 




Il fulcro della manifestazione che avrà luogo dal 10 settembre all'8 gennaio 2017, sarà la mostra su più sedi intitolata At the still point of the turning world, da un verso di T.S. Eliot. 

Nelle sale del Museo della Ceramica di Mondovì, tra le vetrine in cui è esposta la collezione storica, s’inseriranno le nuove porcellane di Elisabetta Di Maggio, pensate appositamente per Polvere di Stelle, e saranno presentate al pubblico le porcellane dell’artista cinese Ai Weiwei relazionate con il tragico terremoto del 2008 a Sichuan, in Cina.



La mostra si estende anche nelle vicinissime sale, recentemente restaurate, del Palazzo del Governatore: qui alcune delle più importanti opere di ceramica della grande artista italiana Carla Accardi, recentemente scomparsa, una serie di fotografie dal “ciclo della zuppiera” di Franco Vimercati e l’installazione-proiezione interattiva I Mani di Hilario Isola riformulata in ceramica appositamente per questo progetto.

Insomma, la rassegna che già aveva avuto un enorme successo nel 2014, torna e si arricchisce dimostrando ancora una volta che il dialogo fra la tradizione e la contemporaneità è possibile ed emozionante. 

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giovedì 1 settembre 2016

WOPART a Lugano per gli appassionati di disegno

Appassionati di disegno: Lugano questo weekend è la vostra meta. Dal 2 al 5 settembre va in scena la prima edizione di WOPART – Work on Paper Fair, la prima versione della fiera internazionale interamente dedicata alle opere su carta.

E non sto parlando solo agli amanti del contemporaneo, perché WOPART intende indagare tutte le epoche, dal disegno antico alla stampa moderna, dal libro d’artista alla fotografia d’autore, dall’acquerello e dalle stampe orientali alle carte dei nostri giorni, presentati da un campione di 50 gallerie internazionali.

Il comitato scientifico è di eccezione, con una piacevole incursione del mio amico Giuseppe Iannaccone a rappresentare i collezionisti. Devo anche a lui la mia passione per il disegno e per un artista in particolare, Charles Avery. 

Fra gli altri membri Giandomenico Di Marzio, giornalista, critico e curatore d’arte contemporanea e da Paolo Manazza, pittore e giornalista specializzato in economia dell’arte, poi Michele Bonuomo, Marco Carminati, Massimo Di Carlo, Walter Guadagnini, Marco Meneguzzo, Anna Orlando, Elena Pontiggia, Marco Vallora e altri. 

La sede è il Centro Esposizioni Lugano (via Campo Marzio) e l’occasione è interessante anche per il programma di talk con critici, storici dell’arte e artisti. Non mancheranno le mostre, che  andranno ad arricchire WOPART indagando attraverso media e linguaggi diversi il tema del ritratto, dall’Ottocento ai giorni nostri. 

Insomma, val bene la pena di scoprire questa nuova iniziativa dedicata interamente al disegno. 

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lunedì 22 agosto 2016

Ultima chance per visitarla: l'arte contemporanea cubana al PAC Milano

Ecco un'altra mostra fondamentale da vedere entro il 12 settembre al PAC: Cuba. Tatuare la storia è la più grande esposizione dedicata all'arte contemporanea cubana. Curata da Diego Sileo e Giacomo Zaza, include 31 fra i più influenti artisti cubani attivi fin dagli anni Settanta che con il loro lavoro hanno saputo raccontare la piccola ma influente realtà dell'isola.

La mostra è di ampio respiro, con installazioni di forte impatto ma anche video e fotografie di performance che ricordano il perché del titolo. Tatuare significa lasciare un forte segno, così come l'arte cubana ha fatto nel panorama internazionale, ma rimanda anche al corpo. Molti degli artisti invitati a partecipare alla mostra hanno fatto del corpo il loro mezzo espressivo prediletto, straziandolo con azioni performative o fotografandolo e disegnandolo.

Nella mia collezione non ci sono artisti di origine cubana, ma devo dire che questa mostra ha aperto il mio sguardo su una realtà importante, feconda e creativa che grazie al PAC comincerò ad osservare con più interesse.

Tra gli artisti che più mi hanno colpito Susana Pilar Delahante Matienzo, che riflette sulla condizione femminile, l'installazione site specific di Humberto Diaz, che trasforma il cortile del PAC in una sorta di gabbia, Luis Gomez Armenteros e le sue domande provocatorie (Would you like to buy my misery? incide sulle pareti del PAC), oltre che i più "mainstream" Felix Gonzalez-Torres e Wilfredo Prieto.

























giovedì 4 agosto 2016

Sei in Sardegna? Scopri il MAN di Nuoro

Il consiglio per l’estate per chi è in Sardegna non può essere che la novità del MAN di Nuoro. Un’ottima gita nell’entroterra per quelle giornate troppo ventose in cui è impossibile uscire in barca o restare in spiaggia. 

Qual è la novità? Sembrerà strano di questi tempi, ma apre un nuovo museo! Il MAN, già esempio di successo premiato dai visitatori, ha deciso di riaprire con le proprie forze il Museo Ciusa, ospitato negli spazi dell’ex Tribunale di Nuoro ma chiuso da anni. 



Una bella opportunità per ampliare gli spazi: in questo modo il MAN potrebbe praticamente raddoppiare e affermarsi come realtà all’avanguardia con mostre sempre interessanti. 



Le proposte per l’estate 2016 sono la personale di Petra Feriancová che lavora sulle similitudini tra le culture ancestrali e contadine della Sardegna e della Slovacchia, suo paese di origine e di Garry Winogrand, un maestro della fotografia internazionale.



Tutte le info qui.

Ultima chance per visitarla: Studio Azzurro a Palazzo Reale

Prima di partire voglio lasciarvi con un ottimo consiglio: la "retroprospettiva" di Studio Azzurro intitolata "Immagini Sensibili" a Palazzo Reale a Milano, che chiude il 4 settembre. Se non ci siete ancora stati, approfittatene prime delle vacanze o subito al rientro perché si tratta di un'occasione unica per vedere tutta l'opera del collettivo Studio Azzurro.

Chi è Studio Azzurro? Il collettivo di video artisti formato da Fabio Cirifino, Paolo Rosa e Leonardo Sangiorgi nasce nel 1982, arricchendosi dell'esperienza di Stefano Roveda a partire dal 1995. Un gruppo di lavoro aperto a contributi e collaborazioni che ha rivoluzionato il modo di utilizzare l'immagine elettronica, con l'obiettivo di integrarla alla realtà fisica.



I primi risultati sono gli ambienti sensibili, dove lo spettatore può intervenire sollecitando i video e determinandone lo sviluppo. Ne vedrete molti in mostra e vi stupirete per quanto siano ancora fortemente attuali.



Più tardi il collettivo si occupa di progettazione muesale, offrendo una nuova opportunità al visitatore, inaugurando la formula dei musei di narrazione. A tal proposito forse ricorderete la grande mostra dedicata a Fabrizio De André nel 2008, di cui a Palazzo Reale viene riproposta la video installazione Tarocchi.





Forse li ricorderete anche per le video installazioni realizzate alla Biennale di Venezia del 2013 per l'allora neonato Padiglione del Vaticano, forse fra le più suggestive mai realizzate da Studio Azzurro.


Vi assicuro che verrete letteralmente rapiti sala per sala dalla varietà dei temi trattati, dall'attualità dei meccanismi di coinvolgimento dello spettatore. Insomma, un collettivo che ha fatto la storia e vale la pena conoscerla tutta a Palazzo Reale.




mercoledì 3 agosto 2016

Sei in Sicilia? Benvenuto nella nuova terra della fotografia

Ebbene sì, quest'anno ho deciso di non lasciarvi soli nemmeno in vacanza e darviqualche consiglio anche ad agosto. Per chi desiderasse passare le ferie in Sicilia, sappia che potrà rinfrescarsi la mente grazie a due festival di fotografia.



Il primo è a Gibellina, città imprescindibile per ogni amante dell'arte a prescindere, per la sua storia, per il famoso Cretto di Burri e le sue architettate dai più famosi architetti italiani. Proprio queste ultime saranno lo scenario per il festival Gibellina PhotoRoad, di caratura internazionale. Una mostra all'aria aperta dunque, di cui potete consultare il programma intero qui, dal 29 luglio al 31 agosto.

Courtesy Ragusa Foto festival

Il secondo festival è a Ragusa, altra città incantevole e culla del Barocco, che ospita la manifestazione più focalizzata sulla fotografia contemporanea e i giovani talenti. Dal 22 luglio al 21 agosto, un mese per scoprire qualche nuovo nome da inserire in collezione... Il programma è qui.

Buon tour agli amanti di fotografia!


sabato 30 luglio 2016

La petizione per la Bevilacqua La Masa ha funzionato?

Qualche giorno fa ho scritto un post sulla questione Bevilacqua La Masa di Venezia (lo trovate qui), invitando a firmare la petizione per salvarla dal passaggio all’amministrazione comunale. Bene, le firme raccolte sono state più di 2100 e pare che a qualcosa siano servite.

È notizia di ieri che, non senza discussioni concitate, la Fondazione Bevilacqua La Masa manterrà il suo ruolo istituzionale, ma vedrà rivisto il suo regolamento interno. Fra i nuovi provvedimenti, dovuti a ridimensionamenti economici, ci sarà la riduzione dei membri del Consiglio di Amministrazione da 7 a 3. Certo, la nomina esclusiva da parte del Sindaco di Venezia darà un notevole scossone alla tradizionale modalità elettiva da parte dai tre istituti universitari cittadini – IUAV, Ca’ Foscari e Accademia di Belle Arti – e dalle tre maggiori sigle sindacali – CGIL, CISL e UIL.


Insomma, staremo a vedere. Per ora il rischio sembra essere rientrato per metà e quello che più mi rincuora è che tante persone si siano mobilitate per questa storica istituzione di Venezia. Grazie a chi ha firmato!

lunedì 25 luglio 2016

Ultima chance per vederla: Chiharu Shiota da Mimmo Scognamiglio

L'abbiamo amata e fotografata tutti alla scorsa Biennale di Venezia e ora Chiharu Shiota è arrivata in Italia per la sua prima personale in galleria da Mimmo Scognamiglio, fino al 31 luglio. Ecco quindi un altro consiglio prima di partire per le vacanze: Follow the line racconta attraverso i disegni e le più note e scenografiche installazioni di fili dell'artista giapponese della intricata rete di relazioni che connotano la nostra storia personale e pubblica.


Relazioni ma anche barriere, unione ma anche lontananza. Attraversare le sue opere significa riflettere sulla natura umana. Una visione forse non proprio positivaSe sto tessendo un’opera e ciò che ne risulta è qualcosa di brutto, contorto e annodato, è probabile che quello fosse il mio stato d’animo mentre lavoravo”. Ma di sicuro molto poetica. Non perdete allora l'occasione di rivederla a Milano per rivivere le emozioni di The key in the hand vista nel 2015 Venezia

Tutte le info qui.

sabato 23 luglio 2016

Salviamo la Fondazione bevilacqua La Masa (d)a Venezia!

Da qualche giorno Venezia, la mia città del cuore, sta vivendo un momento difficile, per gli amanti dell’arte ma non solo. La Fondazione Bevilacqua La Masa è un ente autonomo che promuove l’arte contemporanea fin dal 1899, grazie al lascito della duchessa Felicita Bevilacqua. Ora sembra che il Sindaco Luigi Brugnaro, abbia deciso di sciogliere la fondazione e assorbirla sotto la gestione del Municipio di Venezia, così come altre fondamentali istituzioni: Gondola, Centro maree, Parco della Laguna.

Il motivo di questa decisione? Ovviamente economico. Ma qual è il rischio? La Bevilacqua La Masa è da sempre simbolo di attenzione, apertura, fecondità creativa. Moltissimi artisti italiani devono la loro crescita alle residenze e al circuito sviluppato negli anni. Tutto il mondo culturale veneziano (e non) ha paura che possa trasformarsi in un semplice ufficio pubblico.

Provare a salvare la Fondazione Bevilacqua La Masa si può: potete firmare qui.  

Non lasciamo che l’economia affossi la creatività per l’ennesima volta, salviamo Venezia!